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Conclusione
Osservare le foto raccolte è stato un momento piacevole che mi ha
portata a riflettere sui cambiamenti di costume, come se i
quarantacinque anni dell’ITI, fossero il riflesso, in piccolo, del
mutamento della società italiana dal 1961 al Terzo millennio. Le
ragazze degli anni Sessanta hanno uno sguardo serio, deciso ma
soprattutto sicuro di sé e dell’avvenire che la scuola avrebbe
offerto per il loro futuro nel mondo del lavoro. La foto in bianco e
nero dell’inaugurazione ci mostra non dei ragazzi, ma degli adulti.
Un mio studente, guardandoli, ha esclamato: Ma erano tutti
vecchi!-No non erano vecchi, ma giovani nati nell’immediato
dopoguerra, per la maggior parte provenienti da famiglie di operai o
della piccola borghesia, che vedevano nella scuola un motivo di
riscatto sociale.
Erano gli anni della prima industrializzazione di Ravenna, ancora
chiusa in se stessa, che volgeva le spalle al porto e al mare, che
aveva appena costruito il primo istituto tecnico industriale, con la
specializzazione in chimica, mentre Forlì lo aveva già dal
1920 ed era più industrializzata; non a caso, tanti giovani della
città e del forese frequentavano l’istituto tecnico forlivese. I
ragazzi del "Baldini" sono ancora poco numerosi, ma pieni di voglia di
fare, dalle testimonianze dei loro insegnanti, anche nello sport : lo
si nota dai numerosi trofei sportivi, vinti da maschi e da femmine.
Poi le foto degli anni Settanta ci mostrano studenti senza più
cravatte, vestiti casual, maglioni peruviani, ma lo sguardo è sempre
serioso, un ex studente mi ha detto: Oh , come ero serio! Eppure mi
sono divertito in quegli anni, facevamo feste in biblioteca con i
professori.- I docenti non sorridono molto, la scuola vive sulla
propria
pelle i cambiamenti sociali: sono gli anni delle Brigate rosse , la
rivoluzione studentesca è passata, ma il terrorismo investe le
giornate scolastiche, scioperi e discussioni sono continui.
Le foto degli Anni Ottanta e Novanta si assomigliano molto: ragazzi
sorridenti, irridenti, a volte, scherzosi, solo in quinta ci si
prende sul serio e si indossa la cravatta, significativa la foto
della quinta meccanica del 1991, piccoli uomini che, attraverso il
vestito elegante, pensano di essere entrati nel mondo degli adulti.
Le foto del Duemila ci mostrano giovani molto allegri, tutti in
abiti casual, seri in altre immagini, chiusi in aule sempre
identiche a se stesse: grigie le aule dell’ITI, sembrano respingere
lo studente anziché attrarlo. Gli insegnanti sono cambiati come gli
studenti, dai seri, inamidati professori degli anni Sessanta, agli
scamiciati degli anni Settanta-Ottanta, certo più sorridenti, più
aperti e disponibili verso i ragazzi.
I bidelli della scuola dal
1961 agli anni Ottanta sembrano uscieri del ministero, eleganti
nelle loro divise, orgogliosi del ruolo che ricoprivano
nell’istituzione scolastica, come il personale di segreteria:
ricordo il rispetto che Botos Vinicio aveva per la scuola e per i
ragazzi che riconoscevano la sua autorevolezza, ma non perché fosse
un gigante, bensì per l’approccio che egli aveva nei loro confronti.
Oggi la scuola è cambiata, il diploma di tecnico ha, comunque ,un
valore nel mercato del lavoro ed è piacevole vedere che i ragazzi,
diplomati anche da diversi anni, tornano a salutare professori e
bidelli: sono tanti, significa che l’ITI è rimasto nel cuore dei
suoi studenti.
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Si
ringraziano: |
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Allianz Lloyd
Adriatico - Agenzia di Ravenna
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La Cassa di
Risparmio di Ravenna
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