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Vita di Nullo Baldini

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Enrico Mattei
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Perché l’ANIC a Ravenna

Nel 1936 fu individuato a nord –ovest di Ravenna un giacimento di gas metano,ma fu soltanto dopo il secondo dopoguerra e per la forte spinta di Enrico Mattei presidente dell’ENI, che si ripresero le esplorazioni.

Nel Maggio del 1952, L’AGIP (Azienda Generale Italiana Petroli) impiantò la prima sonda a 5 Km dalla città , in località “Tre Ponti”.

A Novembre dello stesso anno venne reso noto che il giacimento aveva una riserva stimata in trenta miliardi di metri cubi di metano ad una purezza eccezionale (superiore al 99% ); gli amministratori locali e le forze economiche furono concordi nell’individuare in quei giacimenti “un agente motore”.(1)

La Camera di Commercio riteneva di utilizzare il metano come materia prima per produzioni chimiche fondamentali per l’industria e l’agricoltura.

L’Amministrazione Comunale vedeva nei giacimenti una risorsa per la produzione di resine sintetiche, mentre quella Provinciale puntava sull’utilizzazione domestiche e gli impianti per la piccola e media industria. (2).

L’incertezza nel definire un piano preciso spinse l’ENI ad escludere Ravenna dal momento decisionale riguardante l’utilizzazione del metano, ciò portò alla costruzione nel 1954 della centrale elettrica SADE di Porto Corsini e all’installazione dell’impianto chimico ANIC a Ravenna. Fu merito dell’allora presidente della Camera di Commercio di Ravenna Luciano Cavalcoli se la candidatura fu strappata a Mantova.(3)

Enrico Mattei volle uno stabilimento chimico per piegare i monopoli privati, Montecatini ed Edison.

Ravenna presentava cinque condizioni fondamentali:

1. La purezza eccezionale del gas metano dei giacimenti ravennati.
2. lo scalo portuale, che facilitando l’accesso al mare, avrebbe comportato la riduzione dei costi del prodotto finito.
3. la disponibilità in provincia di Ravenna di giacimento di solfato di calcio (gesso) per la produzione di fertilizzanti.
4. la presenza di ampi terreni a basso costo ed a basso reddito (le paludi e le terre incolte a lato del canale Candiano)
5. La disponibilità in loco di manovalanza disoccupata , che avrebbe consentito di contenere il costo del lavoro.

Inoltre c’era la possibilità di alleviare la disoccupazione delle aree vicine ed alleggerire le tensioni sociali esistenti.


Progetto dello stabilimento ANIC di Ravenna

Il terreno fu venduto per cinquanta milioni di lire nel 1955, benché il Comune non fosse favorevole a questo insediamento. In particolare, il partito repubblicano era contrario a questa industrializzazione e forse con il senno di poi non aveva del tutto torto, vedendo i guasti e le conseguenze negative del processo industriale.(4)

Ma come scrisse il grande giornalista Indro Montanelli molti anni più tardi “ grazie a Benigno Zaccagnini ed a Luciano Cavalcoli Ravenna uscì dalle tradizioni ottocentesche”.(5)

L’ANIC ricoprì 212 ettari di terreno e gli impianti cominciarono a funzionare nel 1957. Lo stabilimento fu inaugurato nel 1958 alla presenza delle massime autorità politiche ed ecclesiastiche e, per la prima volta, in Italia si produsse gomma sintetica destinata al mercato russo.

27 aprile 1958 Enrico Mattei inaugura lo stabilimento ANIC di Ravenna

Dall’Anic venne la richiesta di avere nel territorio un complesso scolastico che preparasse personale specializzato (perito chimico).  Pochi anni più tardi fu fondato l’I.T.I.S.” Nullo Baldini” con il primo corso di specializzazione di chimica.

(1) .B.E.VII (1952) n.11 p.20 “ il volto della provincia di Ravenna potrà cambiare”
(2) V.d.R., 23 gennaio 1954 (Problemi dell’Amministrazione comunale)
(3) L.Cavalcoli “Parole alla gente”
(4) Indro Montanelli , “Corriere della Sera”, 26 marzo 1984.
(5) Indro Montanelli , “Corriere della Sera”, 26 marzo 1984.